La città è avvolta nel silenzio della notte. Ma Ellen non riesce a
prendere sonno. Si domanda se quegli occhi che ha incrociato di sfuggita
siano proprio di Andreas, il suo amico d'infanzia che non vede da anni.
Tutto è partito da quell'attimo. Da allora è stato impossibile frenare
il flusso dei ricordi che l'hanno riportata dove non avrebbe mai voluto:
a Grund. Alla casa tra i salici sulla riva del fiume; al gracchiare
lontano delle rane; al riflesso dorato dei campi di girasole. Lì dove
Ellen è cresciuta ed è stata felice, si è innamorata, ma ha anche
sofferto. Per sua madre che, ogni giorno più distante da lei, non poteva
più rallegrarla con la magia dei suoi dolci; per la fine della sua
amicizia con Andreas che all'improvviso, senza spiegazione, ha deciso di
non parlare più con nessuno. Per l'abbandono di Lutz, il padre di sua
figlia, che un giorno è andato via senza fare ritorno. Per Marthe che
non è mai riuscita a esprimersi veramente, lasciando che fossero le
pagine del suo diario a parlare per lei. Ma ora che le lancette corrono
trascinate dall'insonnia, Ellen deve fare i conti con il suo passato.
Deve cercare delle risposte ai troppi misteri che affollano la sua
mente. Deve scoprire se era davvero Andreas l'uomo che ha incontrato. Se
lui, che l'ha visto per l'ultima volta, sa cosa è successo a Lutz.
Perché a volte ciò che chiamiamo vita in realtà è un sogno, e ciò che
chiamiamo sogno è vita.
Avevo già letto qualche anno fa della stessa autrice "Il sapore dei semi di mela" e ho voluto darle una seconda possibilità, visto che almeno lo stile di scrittura mi aveva intrigato. Purtroppo lo stile è l'unica cosa che continua ad avere un lato positivo, ma anche questo libro è praticamente privo di contenuti. Abbiamo per tutto i libro degli aneddoti raccontanti da Ellen, messi senza un senso logico o cronologico, ma decisamente non si capisce dove si vuole andare a pagare. Qual'è il senso del libro? Io di certo non lo ho trovato. Trovo sia solo una raccolada di vicende scollegate e senza senso, ci ritroviamo in un libro praticamente senza storia. Poi ogni inizio capitolo troviamo la prima pagina scritta in corsivo da un 'altra persona, che per gran parte del libro non si capisce chi sia, ok voler tenere un pò di suspence, che comunque non c'è, ma almeno sapere chi sta raccontando. Non basta certo il pseudo colpo di scena dell'ultima pagina a risollevare le sorti del libro.
Decisamente la cosa più bella del libro è la copertina.
Voto 1,5 su 5
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domenica 8 aprile 2018
sabato 23 ottobre 2010
Il sapore dei semi di mela - Katharina Hagena
Bootshaven, lontano nord della Germania. L'odore di mele è intenso e pungente e avvolge la vecchia casa e il giardino. Basta quel profumo e Iris, bibliotecaria di Friburgo, di colpo torna bambina. Sono passati anni, ma tutto è rimasto come allora: la casa avvolta dal fitto fogliame, i ribes bianchi, i tappeti di non-ti-scordar-di-me sepolti dalle erbacce. Un giardino quasi incantato, dominato dal vecchio albero di melo, sotto i cui rami le donne della famiglia Lünschen hanno trovato l'amore, l'amicizia, ma anche la morte. Come Rosmarie, l'amata cugina di Iris, morta ad appena quindici anni. Una fine misteriosa, cui nessuno ha mai saputo dare una spiegazione. Ma adesso è venuto il momento di occuparsi della casa. Per farlo deve imparare a conoscere veramente le donne della sua famiglia e i segreti che custodiscono. Come Inga, venuta al mondo mentre il melo era colpito da un fulmine, che trasmette scosse elettriche ogni volta che tocca qualcuno; o Harriet, convinta che i torsoli di mela sappiano di marzapane; o Mira, l'amica di giochi di Rosmarie, che ora ha assunto in tutto e per tutto le sembianze della cugina. Stanza dopo stanza, le domande si rincorrono l'una dopo l'altra: che cosa aveva fatto veramente il nonno di Iris prima di andare in guerra? Che cosa voleva dire Rosmarie a Iris quella notte lontana, prima di arrampicarsi sul tetto del giardino d'inverno? Che rapporto c'era tra Mira e Rosmarie? C'è solo un modo per dimenticare. Ed è ricordare.
Definirei questo libro un'incompiuta, non che sia brutto, anzi, ma gli manca un qualcosa. Ottimo lo stile di scrittura che cattura, e anche tutta la parte del libro che però sembra prepaati a un quelche avvenimento che non avverrà mai. Per certi versi l'intero libro ricorda i primi capitoli de "La lettrice bugiarda" senza avere lo stesso impatto magico, dove la protagonista arrivata per un funerale nella casa di famiglia ripercorre la storia della sua famigli tra nonni cugine e zie, ma per l'appunto assomiglia solo all'introduzione.
Comunque si merita un giudizio positivo, ma poteva esser meglio.
Definirei questo libro un'incompiuta, non che sia brutto, anzi, ma gli manca un qualcosa. Ottimo lo stile di scrittura che cattura, e anche tutta la parte del libro che però sembra prepaati a un quelche avvenimento che non avverrà mai. Per certi versi l'intero libro ricorda i primi capitoli de "La lettrice bugiarda" senza avere lo stesso impatto magico, dove la protagonista arrivata per un funerale nella casa di famiglia ripercorre la storia della sua famigli tra nonni cugine e zie, ma per l'appunto assomiglia solo all'introduzione.
Comunque si merita un giudizio positivo, ma poteva esser meglio.
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