Ecco la mia ultima lettura, il secondo capitolo della trilogia de "La scacchiera nera", "L'ombra del guerriero" di Miki monticelli edito dalla Piemme nella collana Piemme Freeway.
Passano solo poche ore da quando Ryan e
Morten, tornati nel loro mondo, si rendono conto che Milla è ancora
prigioniera della Scacchiera Nera e decidono immediatamente di
ricominciare a giocare per correre in suo aiuto. Ma il poco tempo
trascorso corrisponde a mesi nel mondo della Scacchiera e, quando
arrivano, la situazione è disperata: nonostante il mantello del Ladro
Nero che la protegge, Milla è stata colpita ed è in fin di vita. L'unico
modo per salvarla è portarla all'Antica Tomba della sua pedina e i tre
ragazzi intraprendono un nuovo e pericoloso viaggio. Ma chi ha ferito
Milla? E perché, pur avendone la possibilità, non l'ha uccisa? È
possibile che sia l'ennesima mossa dell'Ingannatore, che il Guerriro del Fuoco, l'Arciere d'Acqua e il Ladro Nero credevano ormai di aver annientato?
Ottimo seguito della scacchiera nera che riprende da dove era finito il primo, con Ryan Morten tornati a casa che scoprono che Milla è ancora imprigionata sulla scacchiera e che la sua pedina è danneggiata. Ritornano cosi indietro e inizia una nuova avventura alla ricerca della tomba del Ladro Nero per rimandarla a casa e salvarla. Ma è una corsa contro il tempo perchè la ragazza sta svanendo, in un viaggio pieno di pericoli con Ryan che non perde occasione per ferirsi. Un viaggio lungo e pericoloso che mette in luce la loro convivenza fortata con i loro spiriti e il relazionarsi con i loro poteri, ma anche il relazionarsi tra di loro, c'è pure la comparsa di una nuova pedina, il Cavaliere d'aria, una donna giapponese, che si aggiunge al gruppo e da come è finito il libro presumo nel prossimo apparira anche il quarto elemento la terra. Tutto questo mentre scoprono nuovi e impensabili alleati, e si chiedono quale sia il piano dell'Ingannatore. Ottimo libro non c'è niente altro da aggiungere, se non che pochi giorni fa spulciando sul blog dell'autrice ho letto che il terzo e ultimo libro è completato e che dovrebbe uscire nelle librerie in autunno.
Anzi gia che ci sono vi linko il blog Miki Monticelli blog
martedì 29 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
Porta un libro in piazza
Flash mob librario per la conclusione del mese del libro:
23 maggio alle 19:30 a:
Milano - Galleria Vittorio Emanuele
Torino - Piazza Carignano
Roma - Piazza Farnese
Arrivate qualche minuto prima dell'ora stabilita con un libro, o portato da casa, o preso in libreria, non ha importanza, e al segnale iniziate a leggere ad alta voce per qualche minuto
Per aggiornamenti e info eguite l'evento su FB: https://www.facebook.com/mulini.avento?sk=wall
23 maggio alle 19:30 a:
Milano - Galleria Vittorio Emanuele
Torino - Piazza Carignano
Roma - Piazza Farnese
Arrivate qualche minuto prima dell'ora stabilita con un libro, o portato da casa, o preso in libreria, non ha importanza, e al segnale iniziate a leggere ad alta voce per qualche minuto
venerdì 18 maggio 2012
Muri di carta - John Ajvide Lindqvist
Eccomi giunto alla mia ultima lettura, l'ultima uscita, per lo meno in Italia visto che come vi spieghero come psesso accade l'ordine di uscite è leggemente ambiato, di John Ajvide Lindqvist anche questa volta edito da Marsilio nella collana Farfalle.
Che si tratti di un edificio in un sobborgo di Stoccolma che comincia a muoversi minaccioso, di una donna con uno straordinario sesto senso che si trova più a suo agio tra gli alberi della foresta che tra le persone, o di un'anziana pensionata che si lascia coinvolgere in uno strano giro di furti ai grandi magazzini, queste storie inquietanti e magiche nascono tutte da un quotidiano così desolato e spaventoso che solo il sovrannaturale può promettere un riscatto. Dall'ultimo capitolo di "Lasciami entrare", in cui scopriamo cosa ne è stato di Oskar ed Eli dopo la loro fuga da Blackeberg, a "La soluzione finale", scena che conclude le vicende di Flora e Elvy alle prese con i morti viventi, Lindqvist avvolge le sue storie in un'atmosfera sospesa e spietata, riuscendo a raccontare quanto sia impalpabile il confine tra la realtà e l'incomprensibile.
«Storie che ho scritto sui miei muri di carta, quelle pareti sottili che ci separano da tutto quello che non sappiamo spiegare, l’altro. Sono racconti d’amore e di morte. Parlano di come reagiamo quando amore e morte entrano in collisione e i mostri emergono dai loro nascondigli. Buona lettura!» John Ajvide Lindqvist
Partiamo con una premessa, questo quarto libro in realtà è il terzo, il libro è del 2005 ma da noi è arrivato a inizio mese, e come si legge dalla prefazione è antecedente "Il porto degli spiriti" che li viene descritto come prossimo libro.
E' un libro di racconti, undici per la precisione, un paio accennano vagamente dei collegamenti alla lontana a "Lasciami entrare" altri non hanno nessun collegamento con altri suoi libri, mentre l'ultimo, il più lungo, "La soluzione finale" che quasi poteva esser un libro breve a se, è una sorta di continuazione/finale de "L'estate dei morti viventi" infatti si rivedono le due protagoniste di quell libro nonna e nipote che con l'aiuto del ragazzo di quest'ultima cercano di aiutare i non morti. Direi che tutti i racconti im perfetto stile Lindqvist mi son piaciuti, e tanto,l'unico che non ho proprio capito è stato quello più breve (3 pagine) "Poterti abbracciare a tempo di musica". Tra i vari racconti che a parte l'ultimo variano su racconti di vita quotidina con un pizzico di sovrannaturale, spoaziano tra le varie tipologie di sentimenti, insomma ce n'è per tutti i gusti.
E visto che non è un libro nuovo speriamo che presto Lindqvist ci fornisca un altro dei suoi capolavori.
Che si tratti di un edificio in un sobborgo di Stoccolma che comincia a muoversi minaccioso, di una donna con uno straordinario sesto senso che si trova più a suo agio tra gli alberi della foresta che tra le persone, o di un'anziana pensionata che si lascia coinvolgere in uno strano giro di furti ai grandi magazzini, queste storie inquietanti e magiche nascono tutte da un quotidiano così desolato e spaventoso che solo il sovrannaturale può promettere un riscatto. Dall'ultimo capitolo di "Lasciami entrare", in cui scopriamo cosa ne è stato di Oskar ed Eli dopo la loro fuga da Blackeberg, a "La soluzione finale", scena che conclude le vicende di Flora e Elvy alle prese con i morti viventi, Lindqvist avvolge le sue storie in un'atmosfera sospesa e spietata, riuscendo a raccontare quanto sia impalpabile il confine tra la realtà e l'incomprensibile.
«Storie che ho scritto sui miei muri di carta, quelle pareti sottili che ci separano da tutto quello che non sappiamo spiegare, l’altro. Sono racconti d’amore e di morte. Parlano di come reagiamo quando amore e morte entrano in collisione e i mostri emergono dai loro nascondigli. Buona lettura!» John Ajvide Lindqvist
Partiamo con una premessa, questo quarto libro in realtà è il terzo, il libro è del 2005 ma da noi è arrivato a inizio mese, e come si legge dalla prefazione è antecedente "Il porto degli spiriti" che li viene descritto come prossimo libro.
E' un libro di racconti, undici per la precisione, un paio accennano vagamente dei collegamenti alla lontana a "Lasciami entrare" altri non hanno nessun collegamento con altri suoi libri, mentre l'ultimo, il più lungo, "La soluzione finale" che quasi poteva esser un libro breve a se, è una sorta di continuazione/finale de "L'estate dei morti viventi" infatti si rivedono le due protagoniste di quell libro nonna e nipote che con l'aiuto del ragazzo di quest'ultima cercano di aiutare i non morti. Direi che tutti i racconti im perfetto stile Lindqvist mi son piaciuti, e tanto,l'unico che non ho proprio capito è stato quello più breve (3 pagine) "Poterti abbracciare a tempo di musica". Tra i vari racconti che a parte l'ultimo variano su racconti di vita quotidina con un pizzico di sovrannaturale, spoaziano tra le varie tipologie di sentimenti, insomma ce n'è per tutti i gusti.
E visto che non è un libro nuovo speriamo che presto Lindqvist ci fornisca un altro dei suoi capolavori.
venerdì 11 maggio 2012
Giochiamo ancora - Alessandro Del Piero
Dopo settimane dove non leggevo nulla ecco oggi che ho ripreso e finito in poche ore, il libro è Giochiamo ancora di Alessandro Del Piero edito dalla Mondadori.
"Forse è cominciato tutto con quel tema alle elementari. Cosa farò da grande? Io volevo scrivere 'il calciatore', però mi sembrava troppo. Cosa avrebbe pensato la maestra? Così scrissi che mi sarebbe piaciuto diventare elettricista come papà. E dissi che avrei anche voluto fare il cuoco, oppure il camionista." Non ha avuto il coraggio di scrivere il suo sogno in quel tema, Alessandro Del Piero. Ma ha poi trovato il coraggio di viverlo davvero, e lo vive ancora. Tutta la sua straordinaria carriera, in fondo, "è" quel tema. La storia del ragazzino più piccolo e timido del paese, San Vendemiano, Treviso, che diventa uno dei più grandi giocatori al mondo. Adesso, dopo vent'anni di Juventus, Del Piero non esce dal campo, ma è pronto a giocare un'altra partita: il suo mondo interiore è intatto, i suoi valori non sono cambiati. Del Piero capace di colpi da artista ispirato. Del Piero che risponde con stile ai colpi della vita. Del Piero che si allena con l'entusiasmo di sempre e si sacrifica per i compagni di squadra. Del Piero che pensa sempre alla prossima sfida. Che ha voglia di giocare ancora. In questo libro coraggioso e sincero, per la prima volta il campione racconta uno per uno i dieci valori che lo hanno sempre guidato. Dieci: la cifra della sua vita. Talento, passione, amicizia, resistenza, lealtà, bellezza, spirito di squadra, sacrificio, stile, sfida sono i punti di riferimento che Del Piero vede guardando allo specchio il suo volto e la sua storia irripetibile.
Ma lui la ripeterà: è un passaggio, è una linguaccia, è il sorriso di un bimbo con una palla. Così quel vecchio compito di italiano, finalmente, può essere scritto con le parole giuste: "Da grande voglio fare il calciatore, da grande voglio giocare a pallone. Perché è un mestiere bellissimo. Perché è un sogno."
Cosa si può dire di un libro così? Poche pagine ma piene di emozioni intense, sull'uomo Alessandro Del Piero sul suo sogno di diventare un calciatore, sul suo voler continuamente migliorarsi sia come giocatore che come uomo. Un giocatore mai sopra le righe mai a far la diva, amato dai sui tifosi, ma anche dai suoi avversari, sia in campo che sugli spalti. La gioia dopo un gol, il dolore dopo il terribile infortunio, il difficile recupero, le vittorie e le sconfitte, tutte tappe che lo hanno portato a essere quello che è, a crescere come persona. Lo stile di una persona unica sia in campo che fuori, bellissimo il riferimento a Paolo Montero nel momenti più brutto al ritorno in campo dopo l'infortunio di Udine. Non nego che leggendolo mi sono commosso e non poco. dalla sua infanzia ai suoi allenamenti in garage alla sua voglia di giocare ancora a 37 anni, in fondo è ancora un bambino che ha realizzato il suo sogno, giocare a calcio e nella Juventus, un bambino che è anche padre che spera di essere per i suoi figli quello che suo padre è stato per lui.
E finalmente è riuscito a scrivere il suo tema
"Forse è cominciato tutto con quel tema alle elementari. Cosa farò da grande? Io volevo scrivere 'il calciatore', però mi sembrava troppo. Cosa avrebbe pensato la maestra? Così scrissi che mi sarebbe piaciuto diventare elettricista come papà. E dissi che avrei anche voluto fare il cuoco, oppure il camionista." Non ha avuto il coraggio di scrivere il suo sogno in quel tema, Alessandro Del Piero. Ma ha poi trovato il coraggio di viverlo davvero, e lo vive ancora. Tutta la sua straordinaria carriera, in fondo, "è" quel tema. La storia del ragazzino più piccolo e timido del paese, San Vendemiano, Treviso, che diventa uno dei più grandi giocatori al mondo. Adesso, dopo vent'anni di Juventus, Del Piero non esce dal campo, ma è pronto a giocare un'altra partita: il suo mondo interiore è intatto, i suoi valori non sono cambiati. Del Piero capace di colpi da artista ispirato. Del Piero che risponde con stile ai colpi della vita. Del Piero che si allena con l'entusiasmo di sempre e si sacrifica per i compagni di squadra. Del Piero che pensa sempre alla prossima sfida. Che ha voglia di giocare ancora. In questo libro coraggioso e sincero, per la prima volta il campione racconta uno per uno i dieci valori che lo hanno sempre guidato. Dieci: la cifra della sua vita. Talento, passione, amicizia, resistenza, lealtà, bellezza, spirito di squadra, sacrificio, stile, sfida sono i punti di riferimento che Del Piero vede guardando allo specchio il suo volto e la sua storia irripetibile.
Ma lui la ripeterà: è un passaggio, è una linguaccia, è il sorriso di un bimbo con una palla. Così quel vecchio compito di italiano, finalmente, può essere scritto con le parole giuste: "Da grande voglio fare il calciatore, da grande voglio giocare a pallone. Perché è un mestiere bellissimo. Perché è un sogno."
Cosa si può dire di un libro così? Poche pagine ma piene di emozioni intense, sull'uomo Alessandro Del Piero sul suo sogno di diventare un calciatore, sul suo voler continuamente migliorarsi sia come giocatore che come uomo. Un giocatore mai sopra le righe mai a far la diva, amato dai sui tifosi, ma anche dai suoi avversari, sia in campo che sugli spalti. La gioia dopo un gol, il dolore dopo il terribile infortunio, il difficile recupero, le vittorie e le sconfitte, tutte tappe che lo hanno portato a essere quello che è, a crescere come persona. Lo stile di una persona unica sia in campo che fuori, bellissimo il riferimento a Paolo Montero nel momenti più brutto al ritorno in campo dopo l'infortunio di Udine. Non nego che leggendolo mi sono commosso e non poco. dalla sua infanzia ai suoi allenamenti in garage alla sua voglia di giocare ancora a 37 anni, in fondo è ancora un bambino che ha realizzato il suo sogno, giocare a calcio e nella Juventus, un bambino che è anche padre che spera di essere per i suoi figli quello che suo padre è stato per lui.
E finalmente è riuscito a scrivere il suo tema
lunedì 9 aprile 2012
Il cimitero dei vangeli segreti - Ted Dekker
Bene, ben ritrovati ed eccoci con la mia ultima lettura.
Due anime. Un solo nemico. Il giorno del giudizio e della vendetta arriverà per tutti. A quindici anni sua madre e le sue sorelle sono state trucidate sotto i suoi occhi. La guerra tra serbi e bosniaci non conosceva pietà e non risparmiava nessuno: anche lui è stato costretto a uccidere chi ha annientato la sua famiglia. Poi si è trasferito in America, è diventato sacerdote e ha cercato di ricominciare. Ma per Danny Hansen il passato è troppo carico di odio per poter essere dimenticato. E ci sono peccati che neppure un uomo di Dio può perdonare. Danny segue gli stupratori, i pedofili, gli assassini. Li rapisce e li tortura ma lascia loro una possibilità di redenzione. Se rifiutano, Danny è pronto a ucciderli per fare giustizia. Anche Renee Gilmore è una vittima. La droga ha distrutto la sua vita, pericolosi criminali le danno la caccia. Un giorno sulla sua strada appare Lamont, un uomo potente e protettivo, che la salva da chi vuole ucciderla e sembra offrirle finalmente tranquillità e amore. Per la prima volta Renee si sente al sicuro. Ma la pace che ha conquistato è forse l’inizio di un nuovo inferno? Renee e Danny sono destinati a incontrarsi spinti dalla stessa pulsione: il desiderio di giustizia e di vendetta. Un istinto che può trasformare una vittima in un carnefice. Ma fino a dove può spingersi l’uomo per difendere il bene? E se fosse il male l’unica arma per porre rimedio al male?
Qurto libro ha fatto molto discutere per il titolo, titolo che non centra nulla con il contenuto, ma io direi che non è ne il primo e nemmeno sarà l'ultimo ad avere di questi problemi. Se uno si compera un libro senza leggere la trama in breve nella seconda o terza di copertina allora se le cerca, li era evidentemente spiegato il tema del libro.
Ma finita questa riflessione veniamo al commento, ultimamente i libri della Newton non mi hanno lasciato molto soddifatto, si costeranno la metà degli altri ma spesso la qualità dei libri propèosti lascia molto a desiderare. Questa volta invece sono rimasto ampiamente soddifatto, la storia di Danny e Renee è a dir poco avvincente. Storie di ordinaria violenza per lei prima tossica, poi progioniera inconsapevole di un uomo apparentemente buono, e traumi di guerra per lui che h visto uccidere e stuprare madre e sorelle prima di compiere la usa prima vendetta-giustizia.
Si perchè è questo il tema principale, un uomo che decide di ergersi a giustiziere e della sua allieva, un storia tormentata per entrambi, con loro due che si pongono sempre il quesito se sono ancora una mano della giustizia o se sono passati dell'altra parte diventando anche loro dei mostri. Ottimo ritmo, si legge in un soffio per una storia bella e inquietante, pescie perl storia di lei e della sua priguione di vetro.
Due anime. Un solo nemico. Il giorno del giudizio e della vendetta arriverà per tutti. A quindici anni sua madre e le sue sorelle sono state trucidate sotto i suoi occhi. La guerra tra serbi e bosniaci non conosceva pietà e non risparmiava nessuno: anche lui è stato costretto a uccidere chi ha annientato la sua famiglia. Poi si è trasferito in America, è diventato sacerdote e ha cercato di ricominciare. Ma per Danny Hansen il passato è troppo carico di odio per poter essere dimenticato. E ci sono peccati che neppure un uomo di Dio può perdonare. Danny segue gli stupratori, i pedofili, gli assassini. Li rapisce e li tortura ma lascia loro una possibilità di redenzione. Se rifiutano, Danny è pronto a ucciderli per fare giustizia. Anche Renee Gilmore è una vittima. La droga ha distrutto la sua vita, pericolosi criminali le danno la caccia. Un giorno sulla sua strada appare Lamont, un uomo potente e protettivo, che la salva da chi vuole ucciderla e sembra offrirle finalmente tranquillità e amore. Per la prima volta Renee si sente al sicuro. Ma la pace che ha conquistato è forse l’inizio di un nuovo inferno? Renee e Danny sono destinati a incontrarsi spinti dalla stessa pulsione: il desiderio di giustizia e di vendetta. Un istinto che può trasformare una vittima in un carnefice. Ma fino a dove può spingersi l’uomo per difendere il bene? E se fosse il male l’unica arma per porre rimedio al male?
Qurto libro ha fatto molto discutere per il titolo, titolo che non centra nulla con il contenuto, ma io direi che non è ne il primo e nemmeno sarà l'ultimo ad avere di questi problemi. Se uno si compera un libro senza leggere la trama in breve nella seconda o terza di copertina allora se le cerca, li era evidentemente spiegato il tema del libro.
Ma finita questa riflessione veniamo al commento, ultimamente i libri della Newton non mi hanno lasciato molto soddifatto, si costeranno la metà degli altri ma spesso la qualità dei libri propèosti lascia molto a desiderare. Questa volta invece sono rimasto ampiamente soddifatto, la storia di Danny e Renee è a dir poco avvincente. Storie di ordinaria violenza per lei prima tossica, poi progioniera inconsapevole di un uomo apparentemente buono, e traumi di guerra per lui che h visto uccidere e stuprare madre e sorelle prima di compiere la usa prima vendetta-giustizia.
Si perchè è questo il tema principale, un uomo che decide di ergersi a giustiziere e della sua allieva, un storia tormentata per entrambi, con loro due che si pongono sempre il quesito se sono ancora una mano della giustizia o se sono passati dell'altra parte diventando anche loro dei mostri. Ottimo ritmo, si legge in un soffio per una storia bella e inquietante, pescie perl storia di lei e della sua priguione di vetro.
venerdì 6 aprile 2012
Belle anime porche - Francesca Ferrando
La mia ultima lettura "Belle anime porche" di Francesca Ferrando edito dalla Kowalsky.
Terry, sfaccendata adolescente di periferia con il mito di Vasco Rossi, un giorno scappa di casa. Cerca e trova la vita spericolata: "In pochi mesi sono diventata ladra, barbona, mogliettina, detenuta... No. Non mi sento male. Anzi, sto decisamente meglio di quando sono partita". Un mondo all'eccesso, fatto di personaggi estremi e miserabili, perversi e angelici, animaleschi e divini. Un viaggio rocambolesco in cui satira, violenza e sesso si accostano a traumatica dolcezza. Un romanzo cinematografico, fortemente pulp, tutto italiano.
Una spirale sempre più vorticosa in cui confluiscono Kerouac, Bukowski e, non ultimo Tarantino.
Autoprodotto, poi pubblicato da Mimesis/Pressùtopia, Belle anime porchè approda in Kowalski dopo essere diventato un caso letterario. I diritti cinematografici sono gia stati acquistati, e il libro presto si trasformerà in un film: l'autrice stessa ne curera la regia.
Ci sono ricascato di nuovo, di nuovo mia nipote mi ha costretto a prendere in prestito un suo libro, dopo "Nel bosco di Aus" è toccato a questo. Ma se l'altra volta il libro aveva notevoli spunti positivi, qua ce ne sono veramente pochi. Nella seconda di copertina posta qua sopra si leggono i nomi di Bukowski e Tarantino, certo se uno è ubriaco mentre legge può sembrare di tutto... Il voler in un certo senso fare un libro alla Bukowski è abbastanza evidente, peccato che poi alla fine il risultato sia un libro alla Melissa P....
Il lato positivo è che come scrittura è molto scorrevole, lo ho letto in un sera, ma è aiutato anche dal fatto che il libro gia breve di suo (285 pagine) ha capitoli brevissimi, quindi con l'impaginazione degli stessi, se non si dimezzano poco ci manca. Poi le vicende della protagonista alla deriva nella vita di strada tra alcoool, sesso, droga, violenze, sono quanto di più surreale si possa leggere sul tema.
Terry, sfaccendata adolescente di periferia con il mito di Vasco Rossi, un giorno scappa di casa. Cerca e trova la vita spericolata: "In pochi mesi sono diventata ladra, barbona, mogliettina, detenuta... No. Non mi sento male. Anzi, sto decisamente meglio di quando sono partita". Un mondo all'eccesso, fatto di personaggi estremi e miserabili, perversi e angelici, animaleschi e divini. Un viaggio rocambolesco in cui satira, violenza e sesso si accostano a traumatica dolcezza. Un romanzo cinematografico, fortemente pulp, tutto italiano.
Una spirale sempre più vorticosa in cui confluiscono Kerouac, Bukowski e, non ultimo Tarantino.
Autoprodotto, poi pubblicato da Mimesis/Pressùtopia, Belle anime porchè approda in Kowalski dopo essere diventato un caso letterario. I diritti cinematografici sono gia stati acquistati, e il libro presto si trasformerà in un film: l'autrice stessa ne curera la regia.
Ci sono ricascato di nuovo, di nuovo mia nipote mi ha costretto a prendere in prestito un suo libro, dopo "Nel bosco di Aus" è toccato a questo. Ma se l'altra volta il libro aveva notevoli spunti positivi, qua ce ne sono veramente pochi. Nella seconda di copertina posta qua sopra si leggono i nomi di Bukowski e Tarantino, certo se uno è ubriaco mentre legge può sembrare di tutto... Il voler in un certo senso fare un libro alla Bukowski è abbastanza evidente, peccato che poi alla fine il risultato sia un libro alla Melissa P....
Il lato positivo è che come scrittura è molto scorrevole, lo ho letto in un sera, ma è aiutato anche dal fatto che il libro gia breve di suo (285 pagine) ha capitoli brevissimi, quindi con l'impaginazione degli stessi, se non si dimezzano poco ci manca. Poi le vicende della protagonista alla deriva nella vita di strada tra alcoool, sesso, droga, violenze, sono quanto di più surreale si possa leggere sul tema.
giovedì 5 aprile 2012
Il viaggiatore nel vento - Mara Bomben
Scusate la lunga assenza,a ma la mia ultima lettura seppur non certo lunga la ho trovata di dificile digestione, si tratta di un libro ambientato nella mia terra, Trieste, "Il viaggiatore nel vento" di Mara Bomben. Ma prima vediamo cosa ci dice la seconda di copertina.
«Luca Viviani è uno scrittore-sceneggiatore di film che torna dall'America nella sua città natale: Trieste. Ritrova vecchi amici, ma soprattutto vecchi nemici che, nel giro di pochi giorni, vengono uccisi da una mano sconosciuta. Sospettato dalla polizia, Luca decide di avviare una propria indagine che lo porterà a conoscere antiquari e studiosi, membri di una setta oscura. Quest'organizzazione, composta da boss della criminalità dell'Est, ricchi professionisti ed occultisti è alla ricerca del segreto di un potente alchimista del 700': Cagliostro. Tra assassinii ed inseguimenti mozzafiato Luca parteciperà. suo malgrado, alla scoperta di manufatti da cui dipende la sua vita e quella della sua famiglia. Viviani e suo fratello Enrico, novelli Sherlock Holmese Watson, si ritroveranno così catapultati in avventure notturne fra lapidi romane, tempietti longobardi e regge principesche. Un viaggio nel tempo che li porterà dall'antica Roma al Medioevo, dalla Rivoluzione francese agli Asburgo fino alla Rivoluzione d'ottobre. Luca seguirà le orme di regine e "principesse che piangono amori lontani", tracce di cavalieri templari, segni lasciati dagli alchimisti e dalla Massoneria, intrighi di ex-nazisti che vogliono un tesoro antico, in un crescendo di suspence e omicidi. Percorrerà le strade di una Trieste misteriosa, piena di simboli arcani su palazzi, piazze, fontane illuminate da luce e oscurità. Frequenterà la malavita, visiterà ville padronali sulle colline, finché arriverà a una verità dolorosa.
Una spy-story, un thriller storico, un mistery dove s'intrecciano passione e morte, corse contro il tempo e ricerche di oggetti dagli strani poteri, avventura e sentimento,congiure e tensione, rebus ed enigmi dal passato, colpi di scena e momenti di analisi interiore. Una storia che continuerà nel prossimo volume di questa intricata saga di un uomo che, pian piano, divenne custode di una straordinaria forza occulta.
Come dicevo ho avuto molta difficoltà, non perchè fosse difficile come contenuti, ma perchè mi era pesante, e lo stile di scrittura non aiutava di certo. Forse l'unico motivo per cui ho comperato il libro è stata proprio l'ambientazione triestina, da una sensazione strana leggere di storie, di sette, di omicidi, in vie e zone che attraversi quotidianamente. Teoricamente anche il genere del libro dovrebbe essere di mio gradimento ma sa molto di incompiuto e poi come ho già detto lo stile narrativo non è piaciuto affatto. C'è però qualcosa di vero in mezzo a tante vicende di fantasia nel libro, Trieste è una città che si ama e si odia allo stesso tempo, chi ci vive o chi ci ha passato comunque del tempo lo sa. Peccato scritto da quualcun'altro poteva venir fuori in discreto libro.
«Luca Viviani è uno scrittore-sceneggiatore di film che torna dall'America nella sua città natale: Trieste. Ritrova vecchi amici, ma soprattutto vecchi nemici che, nel giro di pochi giorni, vengono uccisi da una mano sconosciuta. Sospettato dalla polizia, Luca decide di avviare una propria indagine che lo porterà a conoscere antiquari e studiosi, membri di una setta oscura. Quest'organizzazione, composta da boss della criminalità dell'Est, ricchi professionisti ed occultisti è alla ricerca del segreto di un potente alchimista del 700': Cagliostro. Tra assassinii ed inseguimenti mozzafiato Luca parteciperà. suo malgrado, alla scoperta di manufatti da cui dipende la sua vita e quella della sua famiglia. Viviani e suo fratello Enrico, novelli Sherlock Holmese Watson, si ritroveranno così catapultati in avventure notturne fra lapidi romane, tempietti longobardi e regge principesche. Un viaggio nel tempo che li porterà dall'antica Roma al Medioevo, dalla Rivoluzione francese agli Asburgo fino alla Rivoluzione d'ottobre. Luca seguirà le orme di regine e "principesse che piangono amori lontani", tracce di cavalieri templari, segni lasciati dagli alchimisti e dalla Massoneria, intrighi di ex-nazisti che vogliono un tesoro antico, in un crescendo di suspence e omicidi. Percorrerà le strade di una Trieste misteriosa, piena di simboli arcani su palazzi, piazze, fontane illuminate da luce e oscurità. Frequenterà la malavita, visiterà ville padronali sulle colline, finché arriverà a una verità dolorosa.
Una spy-story, un thriller storico, un mistery dove s'intrecciano passione e morte, corse contro il tempo e ricerche di oggetti dagli strani poteri, avventura e sentimento,congiure e tensione, rebus ed enigmi dal passato, colpi di scena e momenti di analisi interiore. Una storia che continuerà nel prossimo volume di questa intricata saga di un uomo che, pian piano, divenne custode di una straordinaria forza occulta.
Come dicevo ho avuto molta difficoltà, non perchè fosse difficile come contenuti, ma perchè mi era pesante, e lo stile di scrittura non aiutava di certo. Forse l'unico motivo per cui ho comperato il libro è stata proprio l'ambientazione triestina, da una sensazione strana leggere di storie, di sette, di omicidi, in vie e zone che attraversi quotidianamente. Teoricamente anche il genere del libro dovrebbe essere di mio gradimento ma sa molto di incompiuto e poi come ho già detto lo stile narrativo non è piaciuto affatto. C'è però qualcosa di vero in mezzo a tante vicende di fantasia nel libro, Trieste è una città che si ama e si odia allo stesso tempo, chi ci vive o chi ci ha passato comunque del tempo lo sa. Peccato scritto da quualcun'altro poteva venir fuori in discreto libro.
lunedì 26 marzo 2012
Normativa giveaway
Vi invito a dare un'occhiata alla normativa sui giveaway che mette sullo stesso piano privati che magari metteno in palio piccoli oggetti fatti da se, con aziende che organizzano a fini commerciali, c'è anche una raccolta di firme con proposte di modifica che vi invito a firmare
Iscriviti a:
Commenti (Atom)



