domenica 15 maggio 2011

Sopravvivere coi lupi - Misha Defonseca

Ed eccoci quan con la mia ultima lettura, il discusso Sopravvivere coi lupi di Misha Defonseca in edizione Ponte alle grazie del 2008, ma prima la seconda di copertina.


"Chiedo perdono a tutti coloro che si sentono traditi... Questa storia è si la mia, però non la vera realtà ma piuttosto la mia realtà, la mia maniera di sopravvivere..." Queste le parole di Misha Defonseca alla fine del mese di febbraio del 2008.
L'antefatto: dieci anni fa Misha ha conquistato la fama con un libro autobiografico in cui raccontava di come dal 1941 al 1945 aveva attraversato l'Europa a piedi, dal Belgio all'Ucraina, da sola, alla ricerca dei suoi genitori deportati nei lager nazisti. In questo viaggio aveva affrontato mille difficoltà, pericoli umani e naturali, aveva più volte camminato al fianco della morte, e a un certo punto era anche stata adottata da una famiglia di lupi, gli unici esseri viventi che si erano occupati di lei, l'avevano scaldata, nutrita, protetta. Il libro è diventato immediatamente n bestseller internazionale, tradotto in diciotto paesi: milioni di lettori si sono commossi leggendo la storia sconvolgente di questa bamabina alla disperata ricerca della sua mamma. Oggi che il successo è stato coronato anche da un film, l'autrice ammette di aver inventato questa favola drammatica per salvarsi da una realtà dolorosa, quella della guerra, e dalle accuse fatte a suo padre - nella Resistenza belga - di aver parlato sotto tortura. E questa favola col tempo si è impadronita di lei, fino a confondersi con i suoi ricordi, con la verità storica: racconstare storie cura le ferite dell'anima, tiene lontani gli incubi, aiuta a sopravvivere.
Noi questo libro lo abbiamo pubblicato nel 1998 per la prima volta credendo nel suo valore di testimonianza, e lo ripubblichiamo nel 2008 in una nuova versione perché crediamo a tutti i lettori che lo hanno amato in questi anni, si sono emozionati e hanno partecipato al dolore di questa bambina: pensiamo che questa storia, benchè frutto di fantasia, valga ancora la pena di essere letta.


Il libro ha fatto molto discutere due anni fa all'uscita del film, molto bello tra l'altro, quando si è venuto a sapere che non era una storia vera ma un inventata. Molte delle critiche al libro che prima aveva appassionato tutti sono dovute a questo, ma io dico, dopo tutto la maggior parte dei libri è opera di fantasia. Ovviamente i lettori si sono sentiti offesi, ma questo non cambia il contenuto del libro che prima avevano aprrezzato.
Personalmente ho apprezzato il libro, non da gridare al capolavoro, per quello rimanendo in tema analogo c'è La bambina che salvava i libri ma comunque un buon libro.
Peronalmente ho trovato molto toccante la storia della bambina ebrea che fugge dal Belgio a est, sia per fuggire dai soldti tedesch, sia per mettersi alla ricerca dei genitori in particolare la madre deportati chissa dove. Un viaggio lungo tra morsi della fame, furtarelli di cibo e di vestiti dove si inselvatichisce e finisce per preferire la compagnia di animali in particolare i lupi che la accettano, a quella delle vera bestia, l'uomo. In questo viaggio dimostra una grande forza di volontà sopravvivendo a tutto e lottando per raggiungere l'obiettivo, arrivando fino in Russia per poi tornare fino all'Italia. Dopo anni di viaggio partita a 6 anni ritorna temprata dalle sofferenza e forte come nemmeno un adulto può essere.
Se lo consiglio? Decisamente si.

1 commento:

  1. me lo regalò mia mamma appena uscito... un bel romanzo ma niente di più. ci sono rimasta male però quando ho scoperto che non era una storia vera, questo non toglie nulla alla bellezza o meno della storia, però toglie un po' di onestà all'autrice, è naturale che un libro su una vicenda drammatica attiri di più il lettore sapendo che è stata vissuta in prima persona da chi scrive.

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